Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.

— Umberto Eco

Precursore o incosciente ?

http://www.stenoweb.it/files/blog/stenofc.png Mentre con Awstat guardavo le statistiche da circolo degli anziani del mio blog ho notato la sezione "Frasi Cercate", che indica cosa i visitatori ricercano sui motori di ricerca per trovarmi. Ho pensato: "Ma sono già nei motori di ricerca ?" Allora ho deciso di fare un esperimento con Google e il risultato mi ha lasciato basito.

Google è mio amico

Ho ricercato la stringa "server archlinux" (quindi una frase moooolto generica) e il risultato mi ha sorpreso:
http://www.stenoweb.it/files/blog/googlearch.jpg

Così in alto ?

Ora dico, ho aperto il blog da un paio di settimane, non mi sono iscritto a google, non credo di essere linkato a destra e manca e allora ? Il fatto di essere sul planet di archlinux.it giustifica questo ?

In realtà un dubbio mi è sorto e nella mia testa risuona una frase che ekerazha ha :

ekerazha
Siamo sicuri che una distribuzione bleeding edge come Arch sia adatta per server? Più di una volta qualche aggiornamento ha causato problemi al mio sistema desktop... avere questi problemi su un server potrebbe essere deleterio. :

Il ragionamento sembra non fare una piega, e il fatto che una ricerca così generica porti al mio blog mi fà pensare che Arch su server ha un indice di interesse molto basso.

Precursone o incoscente ?

Ed eccoci al dilemma: sono io che stò aprendo una nuova strada nell'utilizzo di Arch oppure ekerazha ha ragione e sono accecato dal mio giudizio estremamente positivo su questa distro ?

La guida che stò scrivendo non la stò facendo a memoria, stò realmente installando dei server con Arch, di cui uno, un mail server, proxy e firewall che serve oltre 200 utenti "interni" in una azienda, è già in linea da un paio di settimane.

E allora ? Ho sbagliato strada stavolta ? Secondo me la risposta è NO e vi spiego il perchè.

La distro adatta ai server

Innanzi tutto voglio partire dal fatto che le mie installazioni server sono di dimensioni medio piccole non ho avuto il piacere di dedicarmi al datacenter di provider nazionali o della Fiat (magari! sono qua chiamatemi :)) e quindi i vantaggi (indubbi) delle distro istituzionali con supporto diretto dei vendor tipo RedHat, Novell, IBM, HP a me vengono meno.
Detto questo faccio un ragionamento: CENTOS (che apprezzo molto), il clone "open" di RHEL usato anche da vari big tra i provider, mi dà un "supporto" di 7 anni. Questo significa che per questo periodo di tempo centos mi aggiorna i pacchetti. Stop. Mica mi manda i suoi tecnici...
Usando questa distro ho avuto a volte dei problemi dovuti alla "vecchiaia" dei pacchetti o del kernel (ricordo PPTP che non supportava la crittografia ad esempio), un fenomeno che mi ha portato a "pasticciare" con i sorgenti e con make install per risolvere il problema. Risultato ? Installazione sporca, se si abusa di questa tecnica in poco tempo risulta problematico anche un yum update non avendo più, il package manager, controllo su cosa sia installato sul server.
E poi ? Dopo i sette anni ? OK, pochi abbiamo visto un server durare tanto (se è una virtual machine perchè no ?), ma comunque questo mi obbliga a reinstallare da zero (non raccontatemi leggende metropolitane su famigerati dist-upgrade per favore) la nuova versione.

La mia distro adatta ai server

E allora laciatemelo dire: molto meglio una rolling version come Arch che mi aggiorna i pacchetti per sempre (almeno lo spero) e mi mantiene una installazione pulita sia perchè uso esclusivamente software pacchettizzato sia perchè non mi installa di base quattro SMTP server quando magari non me ne serve neppure uno.

Su di un server non devo installare KDE4 o Compiz, su di un server servono i pacchetti "istituzionali" come Apache, Postfix, Samba, Openssh, Squid, IPtables e allegra brigata, che sono gli stessi per ogni distro e che per esperienza vi posso dire come sia di grande aiuto siano sempre (o quasi) aggiornati alla versione corrente.

Poi naturalmente serve un po' di buon senso: non mi sogno di abilitare testing o di mettere pacman -Syu in crontab allo mò di aggiornamenti automatici di Redmond memoria, se vedo un aggiornamento del kernel mi prendo qualche precauzione e lo aggiorno in modo da poter tornare indietro se serve. Di sicuro è più facile che fare un "rollback" di un service pack.

E allora ?

E allora anche se il mondo ignora una distro come Arch sul Server io me ne frego allegramente e continuo ad installare server che fanno il boot in 15 secondi e che funzionano alla grande con software aggiornato.

Appello hai costruttori hardware: smettetela di fare i driver per i vostro controller RAID in formato RPM e DEB, dateci la possibilità di compilarli per il nostro kernel ! Ci si mette due minuti !

Appello ai manutentori dei pacchetti "istituzionali" di Arch : non deludetemi !

Alla prossima.

Spero precursore ;)
In realtà non mi è mai capitato di metter mano ad un server, ma sinceramente se dovessi farlo non esiterei ad installarci Arch.

> sinceramente se dovessi farlo non esiterei ad installarci Arch
Spero non per colpa mia :)

Più o meno concordo con il tuo ragionamento, anche se in fatto di server non sono gran che competente, però ho avuto la possibilità di smanettare sia su Debian che su Archlinux per tirare su un piccolo cluster beowulf su 4 macchine per il calcolo scientifico ad alte prestazioni (HPC).

Avendo scartato a priori distribuzioni come RedHat e derivate, che fornivano tool di configurazione automatici, per motivi didattici e anche per un certo masochismo, la scelta è ricaduta su debian testing e archlinux.

Archlinux con la sua semplicità e pulizia si è dimostrata un'alternativa migliore di Debian anche in un'applicazione non desktop-oriented, ma per il calcolo scientifico.
La cosa che più ho apprezzato è stata la possibilità di creare facilmente dei pacchetti dei programmi non supportati attraverso il PKGBUILD, cosa sicuramente più complessa sotto Debian.

Purtroppo alla fine ho dovuto abbandonare Archlinux per motivi di incompatibilità con un software proprietario, che non nomino, che chiaramente supporta solo distro "commerciali" come Red Hat, Suse, etc.

Dimenticavo complimenti per il blog, finalmente qualcuno che parla di argomenti seri, e non delle solite beghe kde/gnome, compiz, etc.

Bhe,
> un piccolo cluster beowulf su 4 macchine per il calcolo scientifico ad alte prestazioni (HPC)
non direi che sei prioprio un "novizio" :)
Riguardo Debian tanto di cappello, non si discute (basta vedere a quante distro fà da "mamma") ma sicuramente con il suo intrico di lib-dipendenze non è certo semplice come Archlinux, specie quando si deve compilare. Forse ha "troppa" roba ?
> supporta solo distro "commerciali" come Red Hat, Suse, etc
Già, proprio come nel mio piccolo esempio dei driver RAID. Rilasciassero i sorgenti (magari senza supporto per carità) farebbero contenti tutti. Anche se ammetto che i sorgenti di un prodotto commerciale più complesso è un altro paio di maniche.

Diciamo che il "novizio" era riferito alla mia esperienza come amministratore di server per piccole LAN aziendali.

Chiaramente Debian non si discute, solo che creare un pacchetto deb non è una cosa facile come creare un PKGBUILD per Archlinux. Inoltre ho avuto un pò di problemi con la gestione delle variabili d'ambiente sotto ssh con Debian, cosa che non avveniva su Arch.

Purtroppo il pieno supporto di un codice commerciale ad Arch lo vedo come una chimera, .... magari quando riuscirò a liberarmi completamente dal software closed potrò, ritentare l'installazione di Arch sul cluster.