Il consutente informatico è una lente di ingrandimento, non un paio di occhiali.

— Steno

Stress salutare

http://www.stenoweb.it/files/blog/catstress.png Vacanze? Anche ma non solo. Periodo “infuocato”, questo, a causa/merito di due grossi progetti di virtualizzazione e consolidamento server in cui sono stato coinvolto. E' stato (anzi lo è ancora dal momento che è ben lontano da essere giunto al termine) un vero tour de force a causa di numerosi, e non dipendenti dalla nostra volontà purtroppo, problemi tecnici in cui siamo incappati. Comunque sia per me è ed è stato tutto estremamente istruttivo ed interessante. Anche le inevitabili grane.

Che giorno è ?

Non è una battuta. Si sono fatte vere maratone notturne e festive al fine di arrecare il minimo danno agli utenti. Missione parzialmente riuscita anche se, per dirla tutta, forse a volte ci siamo persi nel classico bicchier d'acqua.
Devo dire che esperienze come questa sono utilissime anche per comprendere quanto siano fuorvianti e talvolta bugiardo-ottimistiche quelle demo che si vedono in giro: tra il dire e il fare c'è di mezzo l'universo. Non fa rima ma per lo meno rende l'idea in modo più esatto.

Panacea di tutti i mali

Spesso VMware (e gli altri del settore) vengono dipinti come qualcosa di straordinariamente innovativo e senza macchia: personalmente dopo questa duplice esperienza facendo praticamente da assistente a professionisti del settore mi vien quasi da ridere. Ci sono grandi vantaggi nella comodità di gestione del parco server, impossibile negarlo, come pure nell'evidente risparmio di acquisto, di TCO e di consumo elettrico potendo “infilare” più server in un unico hardware ma c'è anche un prezzo da pagare, e il più vistoso è senza dubbio la velocità. Non venitemi a raccontare le fiabe del bosco: l'accesso al disco (anche se di tipo RAW, quindi non una immagine) e alla rete è ben lontano da una installazione fisica. Che sia Windows o Linux poco importa.

Virtualizzazione al quadrato

Nei casi che sto seguendo c'è stato addirittura un “doppio salto”: si è passati da server fisico e PC client fisici a server virtuale e terminale Citrix. La cosa più spettacolare è la facilità di manutenzione considerando che in uno dei due casi ci sono sedi sparse in mezzo Nord Italia connesse remotamente ad un unico Data Center centralizzato. Ma vediamo quali sono, secondo me, alcuni vantaggi di una soluzione del genere che un sistemista non può che amare dal profondo ;) :

  • Minor costo in tutti i sensi: un unico server (o meglio due) per servire otto sedi distaccate, consumi elettrici crollati (un terminale consuma 15W contro i 150W di un PC), e poi un minor costo di gestione della struttura. Niente interventi tecnici costosi su PC dilaniati da virus o altro, o dischi fissi che saltano o software vecchio che deve essere aggiornato. Il MTBF gioca a favore dei terminali in un rapporto di 7:1.
  • Gestione semplificata. Dovreste vedere ad esempio quanto ci vuole a configurare un nuovo posto di lavoro... si fa tutto anche comodamente da remoto, clonando la configurazione di un altro terminale. Oppure creare un nuovo server clonandone uno esistente o un template preparato allo scopo. Oppure testare gli aggiornamenti prima di metterli in linea. Wow, impagabile.
  • Aggiornamenti tempestivi. Aggiornare un software o Windows non è più un problema. Basta farlo sul/sui terminal server centrali ed ecco che tutti ne beneficiano immediatamente.
  • Sicurezza. Le varie sedi distaccate non sanno nemmeno cosa sia un backup: il Data Center si occupa di tutto. Usando terminali nessuno può trafugare dati: considerando che in questo caso sono dati sensibili è un notevole vantaggio e una semplificazione amministrativa.

Tutto oro luccicante dunque ? Certo che no …

Oro sbiadito

Quello che non dicono mai è che i problemi non sono certo inesistenti e bisogna scendere ad alcuni compromessi. Se siano importanti o meno dipende dagli utenti. Vediamo:

  • L'accoppiata Windows/Citrix non è certo un mostro di solidità. Capitano casini, capitano …

Anche se bisogna ammettere che Citrix con il suo protocollo ICA compie autentici miracoli anche su linee non velocissime.

  • Non tutto il software è adatto all'ambiente terminal: se dovete accedere a dispositivi hardware esterni quali scanner, telecamere eccetera ci vuole un PC. Non c'è scampo. Ma in genere si risolve con un ambiente misto PC/Terminale.
  • In caso di sedi remote siamo nelle mani di Telecom e compagnia. Il buon intenditor intenda ;)
  • Non sogniamoci di allestire delle stazioni multimediali con questo ambiente. Funziona (forse), ma in modo ben lontano dalla sufficienza.
  • Attenzione alla RAM occupata dalle applicazioni: a volte sono degli autentici mostri. Sui PC moderni che oramai ti regalano 4GB di RAM nessuno se ne cura, ma in un ambiente Terminal questo è quasi vitale avendo la memoria condivisa tra tutti.
  • Le prestazioni I/O disco e rete di un ambiente virtualizzato non è all'altezza di uno fisico. Quindi occhio a File Server pesanti o Database stressati: potrebbe essere un boomerang.
  • VMware è il big del settore, ma non è perfetto: qualche bachetto aleggia sempre e qualche cosa non funziona in modo ottimale. Ad esempio il modo il cui VMware distribuisce la potenza delle CPU tra le varie VM mi soddisfa poco. Una VM mostra il “procio” al 100% e dalla console vedo che il carico complessivo CPU è del 15%... ma che diamine, dai benzina a chi richiede risorse se sono disponibili! Un discorsetto simile si potrebbe fare sulla banda di rete tra le VM settato su una soglia troppo “prudente” per i miei gusti.

E quindi ?

Pazienza, pazienza, ve lo dirò quando il tutto sarà funzionante ed operativo. Tra qualche mese dovremmo esserci e se il tempo sarà clemente con me vedremo un bel resoconto su quanto è stato utilizzato. Qui o magari su qualche rivista. ;)

Ma adesso vado a riposarmi un po'. Me lo sono meritato.

A dopo.

Letture sempre interessanti e mai banali.
Buon riposo.

La curiosità aleggia :)