Avete mai notato che la velocità del computer è sempre inversamente proporzionale alla fretta di chi lo sta usando?

— Sergio Boarina

Nudi alla meta

http://www.stenoweb.it/files/blog/linuxnak.jpg Due notizie destinate inevitabilmente a far riflettere mi rimbalzano nella testa. Notizie lette qua e la, marginali per qualcuno ma invece secondo me molto importanti. Due notizie che coinvolgono due big del mondo Linux, probabilmente i due player più famosi tra i tanti che tentano di ottenere un profitto dal loro impegno con il pinguino. Novell e RedHat.

Il papà di Netware cavalca la crisi e commissiona un sondaggio per tastare il terreno. La crisi c’è e Linux cresce, dicono. Oltre la metà dei dirigenti IT intervistati da Idc per conto di Novell a quanto pare hanno in programma di accelerare l’adozione di Linux nel 2009. Inoltre, più del 72% ha affermato di essere in fase attiva di valutazione o di avere già deciso di incrementare l’adozione di Linux sui propri server nel corso del 2009, con oltre il 68% che ha affermato di avere la stessa posizione per i desktop (questa è una sorpresa). La ricerca ha coinvolto a livello globale oltre 300 dirigenti operanti nei più svariati settori, dal manifatturiero e retail, ai servizi finanziari, così come la pubblica amministrazione. La ricerca avrebbe inoltre rivelato i motivi principali del crescente interesse nei confronti di Linux. La prima motivazione fornita dai dirigenti in merito è stata di natura economica, relativa alla progressiva esigenza di ridurre i costi di esercizio.
Come conseguenza oltre il 40% di coloro che hanno partecipato alla ricerca ha detto di avere in programma l’implementazione di ulteriori applicazioni su Linux nell’arco dei prossimi 12-24 mesi e il 49% degli intervistati ha evidenziato che Linux diventerà la principale piattaforma server entro i prossimi cinque anni. Coloro che ancora esitano nell’adozione di Linux hanno citato come loro principali preoccupazioni la carenza di supporto alle applicazioni e la scarsa interoperabilità con Windows e altri ambienti.
Che dire? A me pare molto di parte questa indagine, guarda caso il mondo IT vuole proprio quello che sta facendo Novell, e proprio nel momento in cui escono SLES e SLED 11 … Mmmmm, strana coincidenza.

Il secondo attore coinvolto è RedHat, che continua a generare utili e spinge in modo massiccio su server, servizi e ambienti di sviluppo. Niente di nuovo parrebbe, se non fosse per la chiara dichiarazione che l'azienda del cappello rosso non nutre alcun interesse nei confronti di Linux sul desktop ammettendo candidamente che il motivo è un semplice ”non sapremmo come guadagnarci”.
E come dargli torto ? Viva la sincerità.
A credere al desktop resta dunque Canonical e poco altro, ma per quanto ancora ?

Insomma, il futuro di Linux pare ancora una volta ben delineato. In fondo in fondo penso di non aver mai veramente dubitato di questo.

Ma chi possiede la sfera di cristallo ? Una folta schiera di appassionati, testardi e geniali visionari continuano a crederci lo stesso. E per fortuna i sogni non han bisogno di generare profitto: arrivare alla meta vestito o in mutande a qualcuno non importa.

Beh, intanto complimenti per l'immagine :P

Poi la risposta di Red Hat è veramente mitica!

Personalmente continuo a riporre grande fiducia nell'utilizzo di Linux per i Desktop.

Nei server il predominio è chiaro, ed è giusto che un'azienda come Red Hat (da notare la differenza di tipo di Business rispetto a Canonical) vi punti come unico obiettivo sicuro di rendita.

Non scordiamoci però che stanno maturando diversi elementi che potrebbero portare ad un aumento consistente dell'utenza Desktop. Non mi metto a spiegarli perchè sono stati ripetuti all'infinito: crisi economica, flop di windows, diffusione dell'informazione, ubuntu, disponibilità drivers, sensibilizzazione case hardware, vendita desktop e laptop con linux preinstallato...