Dopo le 3 del mattino, due sole categorie di persone sono al lavoro: le prostitute e i programmatori.

— Anonimo

Bilancio familiare

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http://www.stenoweb.it/files/blog/famiglia_1.jpg I soldi non bastano mai ? Le risorse non bastano mai ? Siamo in troppi a questo mondo e non ce ne sarà per tutti ?

Allucinante racconto di Emiliano Angelini, che in un periodo in cui tanto si parla di famiglia, figli, aborto, salari e risorse non sufficenti per tutti ci mostra un futuro angosciante e speriamo molto lontano... o è così che risolviamo il problema delle pensioni ? :(

— Su, non fate quelle facce! Voglio vedere un bel sorriso, forza!
La donna fece uno sforzo per donare alla sua voce un tocco d'entusiasmo ma non sembrò sortire alcun effetto: il figlio minore, Joy, con i suoi quattro anni, mostrava di non aver capito affatto il senso di ciò che la madre aveva appena loro comunicato. Il grande, invece, appariva irrequieto: si tormentava le dita e i folti riccioli scuri, evitando di incrociare lo sguardo dei genitori.

Gavin, il padre, assisteva in silenzio alla scena. Aveva chiesto alla moglie di essere lei a dare l'annuncio ai ragazzi. Lui, non se la sentiva, oppresso com'era da un greve senso di colpa.
Dannato viaggio premio! Chi se lo sarebbe aspettato? Lui e Dora non avrebbero mai potuto permettersi di partecipare ad una crociera nei mari tropicali. Invece, quel biglietto tirato fuori dalla confezione di detersivo...Ripensò alla magnificenza del paesaggio, non sapeva che esistessero ancora luoghi simili, e il calore dell'aria sulla pelle, la serenità di quel momento, era tutto così lontano, la notte scendeva lieve e...

— Allora, non siete contenti di avere una sorellina? — stava dicendo Dora. — Anzi, vorrei che foste voi a sceglierle il nome, che ne dite?
Joy guardò la madre e non riuscì a trattenere un sorriso mentre le sue guance arrossivano: avrebbe proposto Helena, il nome della sua compagna di scuola dai capelli rossi, ma non fece in tempo ad aprir bocca perché Travis, suo fratello, batté un pugno sul tavolo facendo sobbalzare tutti.
— Tu! — Urlò rivolto al padre. Questi, sembrò aver ricevuto un colpo in pieno stomaco. — Ti rendi conto di ciò che hai fatto? Cos'hai al posto del cervello? — Poi guardò la madre. — E tu...tu...come hai potuto? — E scoppiò in lacrime, nascondendo la testa tra le braccia.
— Travis, non fare così. — Lo supplicò Gavin afferrandogli una mano.
Dora si avvicinò carezzandogli la testa. — Non devi essere geloso: noi ti vorremo sempre bene come adesso. — Poi, rivolgendosi al marito: — forse avremmo dovuto aspettare un po'...
— Aspettare! Già, ma cosa? Cosa sarebbe cambiato? Pensi che lo avrebbe accettato meglio fra due o tre mesi? No, io non credo.

Rimasero in silenzio. Travis aveva smesso di piangere ma non si era mosso, Joy, aveva preso le sue matite e si era messo a disegnare una bambina su un pezzo di carta: le avrebbe colorato i capelli di rosso.
Improvvisamente, Travis disse a voce bassa: — Papà, mamma, non possiamo... non potete non farla nascere? A cosa vi serve un altro figlio? Avete già Joy e me. E poi, come faremo col Bilancio Familiare? Basta a malapena per noi due...
Stavolta, fu come se uno spillo trafiggesse il petto di Gavin. Dunque, è già a conoscenza del Bilancio, pensò. Lui e Dora si guardarono rassegnati.
— Travis, sai benissimo che l'aborto è proibito, e poi, ti prego, non parliamone qui. C'è tuo fratello, fallo per lui.
Ma il ragazzo, con uno strattone, si liberò dalle braccia dei genitori e corse in camera sua.
— Mio Dio, ha solo sette anni, possibile che a scuola abbiano già studiato il Sistema Previdenziale?
— Non lo so. — Rispose Gavin, facendole cenno di abbassare la voce. — Forse avremmo dovuto parlarne prima con i suoi insegnanti. Maledizione! Travis ha ragione: con l'incarico che ricopro attualmente, tre figli sono troppi.
— E quella promozione che ti promettono da tanto tempo?
— Non subito, ma arriverà, di questo sono sicuro. In ogni caso, l'incremento sul Bilancio sarà minimo. Dividendolo per tre, è ancora insoddisfacente. Mi sento un mostro. Non so proprio cosa fare...
Istintivamente, Dora prese in braccio il piccolo Joy, che stava terminando la sua opera, e lo strinse forte a sé. Pianse, la donna, pensando con gioia alla nuova vita che si formava dentro di lei, contando con rabbia gli anni che avevano strappato ai loro figli per una notte d'amore.

— Pronto, Charlie, sono Travis. Sono nei guai: presto saremo in tre...
Charlie era il suo miglior amico ed era figlio di un funzionario ministeriale. Era lui che gli aveva spiegato come stavano le cose. Il Governo aveva deciso che i cittadini si assumessero finalmente la responsabilità diretta della gestione delle risorse rimaste dopo la guerra, così, ad ogni famiglia, veniva assegnato un proprio Bilancio Familiare: il numero di anni di vita che, complessivamente, i loro figli avrebbero avuto a disposizione. Ed era una regola che veniva fatta rispettare con estrema puntualità.
Il padre di Charlie, grazie al suo incarico governativo, aveva un Bilancio di 190 anni. E Charlie era figlio unico.
— Mi dispiace amico mio, questo non ci voleva. Sai, ho i biglietti per la soppressione pubblica di oggi, ma temo che tu non sia nella giusta condizione di spirito per intervenire...
— Non mi prendere in giro, la cosa è seria. — Travis, nuovamente sull'orlo del pianto, aveva di fronte a sé la tabella dei Bilanci standard fornitagli dall'amico. Ecco lì l'incarico di suo padre: 140 anni. Non c'era da farsi illusioni, Travis non sarebbe arrivato a 50 anni di vita. Stavolta urlò nel microfono: — Devi aiutarmi!
Joy, steso sul letto accanto, alzò la testa incuriosito ma, dopo un gesto perentorio del fratello, si rimise giù e tornò alle sue fantasticherie su una certa ragazzina.
— Ascolta amico, non posso darti alcun consiglio. — Riprese Charlie. — Ma ti dirò una cosa che in pochi sanno: io non ero figlio unico. Ho avuto anch'io una sorella.
— Sul serio? E che ne è di lei?
Ci fu una pausa piuttosto lunga prima che Charlie dicesse: — Un incidente...
Incidente. La pausa era stata significativa, Travis non aveva dubbi, la risposta non era giunta istintiva, era stata ponderata. E Charlie aveva già chiuso la comunicazione, segno che non v'era altro da dire.

Il ragazzo sorrise, pensando quanto il mondo d'oggi sia, in effetti, pieno d'insidie. Per un neonato, poi, così piccolo, così fragile.
La voce di Joy interruppe i suoi pensieri. — Travis, non sei più arrabbiato?
— No. Forse no.
— Helena è un bel nome, vero?
Joy, pensò Travis, anche lui è così piccolo, indifeso.

Chissà se mi mancherebbe.