Dopo le 3 del mattino, due sole categorie di persone sono al lavoro: le prostitute e i programmatori.

— Anonimo

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IPv6, una breve overview (3/4)

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http://www.stenoweb.it/files/blog/ipv6.jpg Quali sono i miglioramenti e le novità apportate da IPv6? Uno su tutti riguarda il fattore user-friendly delle nuove tecnologie e terminali, che accedono e accederanno a Internet: dai laptop ai computer desktop, dai palmari ai telefonini.

A questi si richiede una sorta di autoconfigurazione per l’accesso a Internet, cioè automatizzare le procedure di configurazione parametri quali indirizzo IP, maschera di rete, indirizzo di un server DNS e poco altro. La versione 4 del protocollo IP prevede una sorta di autoconfigurazione tramite l’uso di un server DHCP, per la versione 6 è in studio un meccanismo che sarà privo di server. Non si conoscono ancora i dettagli.

Una novità assoluta rispetto alla versione 4 di IP è rappresentata dal fatto che la frammentazione dei datagram nei router non è prevista; frammentazione e riassemblaggio sono operazioni che vengono delegate esclusivamente ai terminali sorgente e destinatario. Questa che sembrerebbe una limitazione, più che una novità, poggia su basi teoriche precise: IPv6 tenta di alleggerire il carico dei router, che vedono così sgravarsi del lavoro di frammentazione. Il risultato, sperimentalmente dimostrato è un aumento di prestazioni circa i tempi di analisi e rilancio di un datagram, e quindi di una diminuzione del tempo di instradamento globale. Un datagram, la cui dimensione è superiore a quella gestibile dal router cui giunge, viene semplicemente scartato, e il router recapiterà al sender un messaggio di errore (sfruttando ICMP).

Nel tentativo di rendere più efficiente il lavoro dei router, si è pensato pure di eliminare dall’intestazione IP il campo checksum. La motivazione è piuttosto semplice: seppur minima, un certo tempo di elaborazione è dedicato al calcolo e all’aggiornamento di tale campo. Se esso non è più presente, un router si sgrava pure di questo tempo. Oltretutto, se guardiamo ai protocolli degli strati superiori e inferiori allo strato di rete, il campo checksum è abbastanza ridondante e dunque può essere tranquillamente eliminato.

La versione 6 del protocollo IP porta con sé la sesta versione del protocollo di supporto ICMP, che in realtà si chiama ICMPv6 per mantenere un parallelismo col protocollo IP supportato. Le caratteristiche e i dettagli si possono leggere nella RFC 2463. Non è stato necessario stravolgere il protocollo che supportava la versione 4 di IP, piuttosto sono state apportate delle aggiunte, per esempio nei messaggi di ritorno dai router. Per tutti l’informazione packet too big (pacchetto troppo grande) e unrecognized IPv6 options (opzioni non riconosciute). La novità vera e propria è rappresentata dal fatto che il nuovo ICMP incorpora tutte le funzionalità del vecchio IGMP, cioè tutte le funzionalità per connessioni multicast.

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