Se il settore dell'automobile si fosse sviluppato come l'industria informatica, oggi avremmo veicoli che costano 25 dollari e fanno 500 Km con un litro.

— Bill Gates

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See ya in another life, brothas.

http://www.stenoweb.it/files/blog/lost.png E' finita. Questa volta sul serio. Con un finale emozionante, commovente e pieno di significati la serie più "multimediale" della storia giunge degnamente a termine. Abbiamo assistito negli anni al fiume impetuoso di commenti estasiati, critiche feroci e enciclopedie nate per spiegarlo. E' stato bello e chissà quando ricapiterà di nuovo. Alhoa Lost. Grazie per le emozioni che mi hai regalato. Come ultimo atto voglio riportare qui l' intervento di Fabio Guaglione il regista del duo Fabio & Fabio che ha realizzato i cortometraggi premiati in tutto il mondo Afterville, Silver Rope ed Eden. Fabio, da grande appassionato, compie una approfondita analisi sul serial che ha rivoluzionato il genere. E io, che condivido parola per parola, non saprei che altro aggiungere. Buona lettura.
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Attenzione! In questo articolo viene svelata la trama, quindi se non volete rovinarvi la visione dello show non proseguite.

Potete leggere l'articolo originale su Best Movie a questo indirizzo.

Lost, perché è un capolavoro

By Fabio Guaglione

E’ il 24 Maggio 2010. Mi alzo alle cinque del mattino e sapere che a breve guarderò la fine di Lost provoca un’emozione che non riesco nemmeno a connotare. Una serie che personalmente mi ha dato tantissimo. Da spettatore, infinite emozioni e riflessioni. Da addetto ai lavori, vere e proprie lezioni di storytelling della nuova generazione. Sei anni di fiato sospeso, di elucubrazioni mentali, di condivisione di pensieri con altri fruitori della serie… stanno per giungere al termine.

Non sapevo che Fox aveva organizzato una maratona per riproporre la sesta serie. Acceso il televisore, mi riguardo le due puntate prima del finale. Perché Lost va visto e rivisto. Non a priori, come un comandamento. Ma perché la sua struttura e i suoi contenuti offrono nuovi spunti ad ogni visione di uno stesso episodio. E’ come un grosso, immenso puzzle… e per ricomporre i pezzi bisogna osservarli bene, sia da vicino sia da lontano. Questo è il motivo per cui milioni di persone nel mondo non hanno semplicemente guardato gli episodi di un telefilm… ma hanno vivisezionato ogni singola immagine, hanno indagato sui misteri della serie rivedendosela più volte, hanno vissuto le storie dei personaggi da diversi punti di vista e crescendo con loro in questi sei anni, hanno cercato di capire meglio ciò che stava succedendo sull’isola documentandosi su antichi culti religiosi o sulle teorie della new science. Questo è il motivo per cui, a sei anni dalla sua apparizione, Lost è tutt’altro che scomparso. Anzi, il finale era atteso come un proprio evento mediatico. un evento che è iniziato in contemporanea mondiale. Di per sé, la sensazione di partecipare a qualcosa che così tante persone hanno atteso non ha prezzo ed in quel momento, alle 6 del mattino italiane, siamo in chissà quanti milioni, davanti al teleschermo, a vedere “la fine”. Adoratori incondizionati e critici spietati. Tutti lì, chi sperando di trovare risposte ai misteri, chi cercando di capire come sarebbe finita la vita dei personaggi, chi semplicemente guardando il finale di un pezzo di storia della televisione.

Inizia. Le prime immagini hanno una vibrazione insolita. E’ la fine. Si sente. Si sente che siamo su un altro piano rispetto ad alcune cadute di tono delle ultime puntate. L’arrivo del cargo con la bara. La mano di Jack che trema. Ok, sono dentro, totalmente. E’ la fine di Lost.

Le lacrime

Vivo due ore senza interruzione pubblicitarie (forse un dio della televisione esiste, e si è fatto perdonare tutti i suoi peccati con questo atto di compensazione) e, lo dico, piango cinque volte. E non me ne frega niente. So che anche tutti quelli che hanno criticato Lost si sono commossi qua e là. Impossibile non farlo. Lost può essere criticato su diversi fronti ma su una cosa non si può discutere: Lost emoziona. Lost è emozionante. Lost è fatto di emozioni.

Mentre guardo il finale, mi rendo conto come, anche durante queste ultime due ore, continuo a formulare teorie su cosa sta succedendo, scena dopo scena. Malinconicamente, con i minuti che passano, mi chiedo “quando ricapiterà più una cosa così?”

Qualcuno ha amato questo finale. Qualcuno si è sentito preso in giro. Qualcuno non smetterà mai di formulare teorie. Ma tutti quanti sono stati coinvolti, in un modo o nell’altro. Lost è un’opera multi sfaccettata, costituita da diversi livelli di lettura ed entertainment. Mi fa sorridere teneramente chi dice che «Lost è una merda», e poi non ha mai smesso di guardarselo per sei anni «sì ma solo per vedere come va a finire». Credo che se uno non avesse voglia o piacere di guardare un film o un telefilm, o di leggere un libro, non lo farebbe, semplicemente. Soprattutto se è un impegno che dura sei anni. Io ho visto i primi 6 episodi di Fringe, il nuovo serial di J.J. Abrams. C’erano delle cose carine, interessanti, certo ma l’ho trovato pasticciato e noioso. Bum, ho smesso di guardarlo, anche se alcune persone mi hanno detto «eh, ma alla fine della prima serie capirai qual è il vero fulcro di tutto…». Sì, ok, ma a me le prime cinque puntate hanno annoiato. Non ho motivo di proseguire. Non vado avanti a guardarlo solo per poi criticarlo. Ci sarà un motivo se FlashForward chiude dopo la prima stagione, e il fenomeno Lost non accenna a diminuire, e non scomparirà dopo il Finale, statene certi.

Gli ultimi minuti

Lost sta finendo. Iniziano gli ultimi dieci minuti e ancora una volta, questa storia mi porta in una direzione che non avevo saputo prevedere. Avevo formulato diverse teorie su come sarebbe potuto finire e non avevo visto arrivare una risoluzione finale di questo tipo. Eppure, era così semplice. Non so bene come prenderla. Vivo gli ultimissimi minuti frastornato. La rivelazione di Christian Shephard riguardo la realtà alternativa, la riunione nella chiesa, il cammino di Jack verso il luogo dove tutto è cominciato, non sto capendo: mi è piaciuto o no? Mi lascio andare. Jack è per terra. Arriva Vincent. Gli si accuccia vicino, aspettando la sua morte. L’uomo di scienza diventato ora uomo di fede, vede un’ultima cosa, l’aereo della Ajira che riporta a casa Kate, Sawyer e gli altri. Sorride. E’ finita. Sei anni fa è tutto cominciato con un occhio che si apriva. Ora finisce tutto con un occhio che si chiude. Era così semplice, com’è stato possibile non prevederlo? E poi, per l’ultima volta quel suono. LOST.

L’emozione ha preso il sopravvento. E’ stata una fine tematicamente giusta per il percorso di Jack? Aveva ragione chi sosteneva le posizioni di Jacob? Ha vinto il libero arbitrio o il determinismo? Non lo so, non m’importa. Ho vissuto un’esperienza irripetibile per queste due ore. Per questi sei anni. Grazie, Lost.

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