Un computer ti fa fare più errori e più velocemente di qualunque altra invenzione dell'uomo – con l'eccezione forse delle armi da fuoco e della tequila.

— Mitch Ratcliffe

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@Jak-o

//per chi non volesse pagare c'è sempre il tuo ottimo blog no?
come mai il libro è dedicato a ubuntu lts (non che non sia la scelta giusta) allontanandosi da archlinux, originaria distribuzione su cui si basano i tuoi post?//

Ovviamente i post su Archlinux restano a disposizione di tutti. Però in molti punti non sono più al passo con i tempi, andrebbero rivisti (parte LDAP, Mail server e non solo), aggiornati e integrati dei capitoli mancanti, Proxy, VPN, l'ultima parte del Fax server e la webmail con Roundcube ad esempio
Considero Archlinux la distribuzione perfetta per chi voglia veramente imparare, da sola non fà quasi nulla e ci si deve sforzare a capire veramente, aiutati dal suo ottimo wiki e dalla competenza dei suoi utilizzatori, per poter realizzare una soluzione server soddisfacente.
Tuttavia ho riscontrato dei problemi non nell'installazione ma nel manteninemento di un server con questa distribuzione. Sembra soffrire di un grave problema: talvolta sembra che i pacchetti seguano strade indipendenti non preoccupandosi troppo della convivenza con gli altri. Quindi o si rinuncia agli aggiornamenti una volta installato il server, o ci si deve sempre preparare ad un repentino dietro-front se ci sono problemi. Non è una critica ai maintainers o alla distribuzione, diciamo semplicemente che il suo "core business" è diverso da quello che ora serve a me (vedi anche virtualizzazioni dei server ecc.).

//Magari "editorialmente" non è la scelta più azzeccata, mai avrebbe dato risalto alla distribuzione.//

Non è questo il punto: distribuzioni come Debian (e Ubuntu di riflesso) sono molto curate sotto in punto di vista dell'integrazione. Forse non "semplici" (o KISS, come si dice nell'ambiente) come Archlinux, ma capita davvero di rado (fatico a ricordarmene) che l'aggiornamento di un pacchetto faccia a cazzotti con un altro (sto parlando di server, non di desktop, beneinteso). Potrei naturalmente dire lo stesso di Redhat/Centos o SLES ma per quanto riguarda i pacchetti Ubuntu/Debian è decisamente più fornita, anche se le altre più supportate.
Con questi presupposti è stata mia cura, nel libro, usare solo pacchetti e repository standard (tranne nel caso di un indispensabile aggiornamento antivirus e in un opzionale plugin di Jabber) per avere maggiori garanzie di continuità del servizio, e un buon feedback da parte di eventuali parnters commerciali.

//Saluti e ancora complimenti per aver consolidato in una forma articolata il tuo lavoro, dopo il wiki di archlinux.//

Figurati, si prende e si da.

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