Se volete che la funzione di un programma non venga scoperta dall'utente, descrivetela nella documentazione.

— Anonimo

Vademecum

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http://www.stenoweb.it/files/blog/vademecum.jpeg Finisce l'estate, si ritorna ad occuparsi di problemi "veri" che vanno oltre il driver di una periferica o l'aggiornamento di qualche server. Settembre è da sempre, almeno per me, tempo di bilanci annuali, tempo in cui dò una occhiata fugace al "dove eravamo" 12 mesi fà per vedere se ci si trascina stancamente in avanti, indietro o se invece qualcosa di interessante si muove. Non voglio tediare nessuno con "ho fatto questo, farò quello" (anche se in passato ci sono cascato) ma voglio proporre una analisi di quello che vedo in giro sul rapporto che hanno le piccole aziende (almeno nella mia zona) con l'informatica e con gli investimenti in questo campo. La situazione non è idilliaca, tantissima frammentazione, soluzioni inventate in casa o consigliate dal cugino più o meno esperto. Ma la colpa non è tutta da una parte, il mondo gira troppo rapidamente, da mal di testa cronico e una piccola azienda ha enormi difficoltà a rimanere al passo anche perchè di gente che dovrebbe proporre soluzioni e che ne capisce qualcosa ce n'è ben poca: molti commercianti, pochi manager e la convinzione che gli investimenti in questo campo sono buttati alle ortiche.

Nelle medie e grosse aziende la situazione ovviamente è decisamente migliore, ma il nord-est in cui vivo è da sempre un arcipelago di piccole ditte individuali e familiari con un numero di dipendenti che varia da zero a qualche decina con spesso nessun adetto informatico o addirittura nessun computer (il cellulare ultimo grido invece non manca mai). A volte pile di foglietti svolazzanti rappresentano ordini e commesse di produzione (se le vogliamo chiamare così), quando invece raramente manca un Audi Q7 o un Mercedes ultimo modello dal piazzale antistante la fabbrica. A volte quando ammicco un concetto semplice come "costo di produzione" o "ciclo di produzione" vedo facce stralunate che altro non pensano (nemmeno in modo tanto velato) che siano soltanto chiacchere (costose) da perditempo. Ma cambiamo prospettiva.

Ho recentemente fatto "l'ascoltatore silenzioso" (così mi è stato chiesto) in una trattativa di vendita per ammodernare (almeno così sosteneva il "commerciante") la struttura informatica di una azienda manufatturiera con circa 250 addetti. Opinione personale ? Cose da pazzi scatenati. Con una superficialità disarmante veniva proposta una tal mole di cambiamenti che poco ci mancava che pure il nome dell'azienda cambiasse. Non voglio scendere in dettagli di natura economica dal momento che non è il mio campo, ma dal punto di vista tecnico era un corollario di tutte le novità "di grido" che si sentono ultimamente, nessun percorso di avvicinamento graduale, nessuna menzione su cosa si fà nel periodo di transazione, un taglio netto di macete, butta via tutto e entra nella nuova era informatica. Sappiate che non ho dovuto nemmeno dare la mia opinione, anche un imbecille (e un imprenditore di un azienda di queste dimensioni non lo è di certo) avrebbe capito anche bendato e con le orecchie tappate la massa di castronerie proposte. L'importante era "vendere" il prodotto. Per fortuna questo è stato un caso limite e voglio sperare che sia stata più incapacità del commerciante che malafede.

Ma allora dove stà l'equilibrio ? Esiste un qualcosa che che accumuna tante aziende e che possa essere preso come "via maestra" per poter generalizzare un percorso che ogni azienda dovrebbe percorrere, o almeno tentare di percorrere ?

In realtà sì, ci sono una serie di tecnologie utili e qualche volta necessarie (vecchie e nuove) che non si possono ignorare, che non dipendono dalla dimensione dell'azienda, e dovrebbero essere prese in considerazione da tutti. Non parlerò assolutamente di hardware e di software specifici, dal momento che questi sono strumenti, mezzi necessari a raggiungere lo scopo e non viceversa. La piccola azienda potrà usare il prodotto X adatto alla sue dimensioni/esigenze, per la grande azienda sarà più indicato il prodotto Y. L'importanza è uscire dal vizetto della soluzione "tattica": della serie "un server al giorno togli i cazzi di torno", oppure "quando capita ci penso". Di cosa stò parlando ? Diamo una definizione:

Approccio tattico
"Le imprese di ogni dimensione impiegano soluzioni IT atte a migliorare i processi produttivi ed aumentare il vantaggio competitivo. Niente di più giusto non fosse che in realtà questo scopo viene raggiunto generalmente usando hardware economico (qualche server x86, e magari qualche NAS) secondo un approccio definito 'tattico'."

E ora mi cospargo il capo di cenere perchè a volte ho usato pure io questo metodo. :D

Vademecum

Ma torniamo a noi e facciamo una carellata (magari banale per molti) di queste tecnologie, se le avete già implementate siete dei virtuosi, se non ne utilizzate nessuna ...
Lascio le definizione in inglese dal momento che è più facile che giungano al vostro orecchio in questa forma.

Data Backup

Backup ? C'e' ancora bisogno di dirlo ? Ebbene sì. Non avete idea (o forse sì ?) di quanti ancora trascurino in modo clamoroso questa pratica. Salvare periodicamente i dati è vitale e mi vergogno un po' a ribadirlo ancora una volta. E' una abitudine a volte assente in una piccola azienda e molte volte perennemente presente nella lista "to do" di aziende un po' più grandi. Mannaggia, mannaggia al giorno d'oggi esistono comode ed efficenti soluzioni che ci aiutano in questa "noiosa" pratica, e per favore, controllate che le procedure automatiche funzionino e soprattutto informatevi anche sul percorso inverso: il restore dei dati lo dovete saper fare, o almeno abbiate coscienza di cosa sia.
Usate quello che volete (anzi fatevi consigliare da un esperto) ma usate un numero > 1 di supporti e dislocateli in zone geografiche diverse. Ergo: portatene qualcuno a casa o in cassetta di sicurezza, non impilateli sopra il server, altrimenti con un incendio, una alluvione o una semplice visita di un ladro siete spacciati.

Business Continuity

La continuità di servizio dovrebbe essere l'obiettivo ultimo di qualsiasi azienda. Una organizzazione in grado di garantire un accesso sicuro e continuato ai processi informatici e ai suoi dati possono fare la differenza tra una società dentro o fuori del business. I casi sono moltissimi e diversi tra loro, ad esempio se il vostro core business è il commercio elettronico risulta palese che il sito deve funzionare sempre: se optate per una soluzione esterna meglio affidarsi a un buon provider e pagare il giusto, spesso forniscono ottimi servizi di continuità e backup. Ma se avete un servizio vitale in "casa" prendete provvedimenti. Fatevi una semplice e banale domanda: "se spengo questo server cosa succede alla mia azienda ?". Anche qui il consiglio di un esperto è indispensabile dal momento che esistono diverse "sfumature" alla business continuity, c'e' chi può sopportare un blocco di un giorno, chi di qualche ora, chi nemmeno di 5 minuti. Ognuna ha i suoi costi di implementazione che aumentano in modo inverso al tempo di fermo macchina. Insomma, l'importante è fare qualcosa che vada oltre l'accensione di un cero al santo di turno.

Voice over IP (VOIP)

Inizialmente questa tecnologia è stata percepita come un giochino interessante veicolato esclusivamente da provider esterni alla nostra azienda (tipo l'onnipresente Skype). Ma oramai non è più vero e il vantaggio di poter veicolare la fonia attraverso il protocollo TCP/IP e di riflesso attraverso l'infrastuttura Internet (e Intranet) non dovrebbe più essere dubbio. Esistono soluzione "chiavi in mano" di vario tipo e per varie esigenze che possono drammaticamente far diminuire la spesa telefonica, specie sulle lunghe tratte verso l'estero. Orecchie dritte su questo argomento.

Collaboration

Il termine "collaboration" comporta tipicamente software e servizi che migliorano l'organizzazione e il flusso delle informazioni interne ed esterne all'azienda. Ne esistono a bizzeffe per ogni dimensione sia a pagamento come Lotus Notes a Microsoft Exchange che libere e gratuite basate su standard aperti come Zimbra o SugarCRM. Generalmente si inizia con la centralizzazione (ed eventualmente condivisione) dei servizi e-mail, agenda, contatti, documenti per poi iniziare ad includere altre "feature" come la telefonia cellulare, l'instant messaging e una moltitudine di altre cose che dipendono da specifiche esigenze come ad esempio un servizio di gestione o assistenza per i vostri clienti.
Insomma, specie se avete più sedi o il numero degli addetti comincia ad aumentare un software di collaborazione diventa una soluzione quasi obbligata. L'importante è che questo software venga incontro alle vostre esigenze, e che possa evolvere assieme a voi. Iniziare con un progettino pilota usando standard aperti (e quindi "convertibili" in futuro) può essere una valida opzione.

Server Virtualization

Ho lasciato per ultimo questo argomento perchè ritengo che sia probabilmente il più importante. Credo anche che il termine "virtualizzazione" sia uno dei più usati (a volte a sproposito) ai nostri giorni dagli addetti ai lavori. A buon ragione. Dietro questo termine si nascondono una caterva di prodotti e tecnologie che hanno tutte un comun termine denominatore: consolidamento.
La possibilità di astrarre più server infilandoli in un solo "ferro" (o qualcuno di più) è una importante (anche se non così recente come qualcuno crede) conquista che permette una serie innegabile di vantaggi:

  • Minor costi di gestione e manutenzione hardware
  • Minor consumo di corrente e di spazio
  • Ottimizzazione e sfruttamento dell'hardware
  • Semplificazione drammatica nelle migrazioni verso nuovo hardware
  • Facilità di backup
  • Facilità di test per nuovi progetti

e potrei continuare per un pezzo dato che spesso anche soluzioni di "business continuity" si basano su tecniche di virtualizzazione. Oramai non ci sono più scuse, non serve nemmeno spendere una fortuna per iniziare quando software come VMware ESXi è diventata gratuita nella verione entry, Novell e RedHat propongono soluzione XEN non certo dispendiose e Microsoft Hyper-V può essere acquistato aggiungento qualche decina di euro al prezzo di Windows 2008 server. Addirittura possiamo azzerare del tutto i costi software con soluzioni come quella proposta da Proxmox basata su KVM e OpenVZ.
Quindi al prossimo server "tattico" fateci un pensierino...

Siste riusciti a leggere fino a qui ? Wow !
Insomma, fate qualcosa il prossimo anno torno a trovarvi.

Lunga vita e prosperità.

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You have touched some good things here. Any way keep up wrinting.